Panta rei, amici miei

Si dice che un’immagine vale più di mille parole, che uno sguardo vale più di mille parole, che.. insomma, tante cose valgono più di mille parole.
Sono frasi di poche parole ma di forte impatto. Proviamo però ad aumentare il numero di parole. Vediamo se le mie parole valgono più o meno degli sguardi o delle fotografie di questi geni della comunicazione.

LE IMMAGINI permettono di entrare in empatia subito. Ci permettono di relazionare con il soggetto in un istante. Capire quello che prova e/o simularlo in base alla nostra esperienza. Oppure ci trasmettono uno stato d’animo, anche questo legato a ricordi dal nostro passato.
E se non abbiamo la stessa esperienza? Se l’empatia ci frega? Immaginatevi questa fotografia! Siamo su una piccola collina nei pressi di una città antica. Il nostro sguardo è sulla città, con i suoi edifici imponenti dove è stata scritta la storia, con la sua periferia di case dei ceti più poveri. Con i suoi muri perimetrali che mostrano le cicatrici. Tanta gente attorno a noi raccolta per un evento particolare. Questa è la nostra fotografia. Cercate di estrarre le oltre mille parole che servono per sostituirla. Vi aiuto. Il nostro punto di osservazione è leggermente rialzato rispetto al suolo, come se fossimo su una croce. Come se la città che osserviamo si chiamasse Gerusalemme e come se la gente attorno fosse venuta a vederci morire. Oops! Ho aggiunto parole che nella fotografia non si vedono. E mi sono limitato a 37.

LE MILLE PAROLE permettono di descrivere un concetto più complesso, approfondire i dettagli di un punto di vista, dare un’idea tridimensionale del soggetto. Dargli un passato, collocarlo nel tempo, comprenderlo. Renderlo dinamico.
Già, dinamico. Antico concetto conosciuto da prima dei tempi della fotografia di sopra, spiegato da un certo Eraclito al quale viene attribuito l’aforisma Panta Rei. Eh si, amici miei. Le cose cambiano e lo hanno scoperto già dall’antichità, quindi scusatemi se non mi entusiasmo quando date valore all’istante, allo scatto di pochi millisecondi che osservate per uno o due secondi e pretendete di aver ottenuto più di quanto avreste fatto leggendo mille parole. Magari vi sono capitate le mille parole sbagliate. Magari avete visto immagini che io non ho visto.

Comunque sia, nel mio paradiso c’è posto per tutto, e se è vero che a volte servono tantissime parole per descrivere un’immagine, è altrettanto vero che senza quella descrizione a parole non tutti saremmo in grado di comprenderla. Sarebbe interessante vedere un’immagine che sostituisca queste mie circa 430 parole. Non dovrebbe essere difficile. Fatti due conti, 430 non è nemmeno la metà di mille.

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