L’importanza di essere stranieri

Alloggio nel Wdding al confine con Pankow. Pankow è il quartiere dei turchi e io sono alla dogana, particamente. Quando esci dalla metropolitana si sente un fortissimo odore di spezie mischiato ad un fortissimo odore di carne e altri fortissimi odori. Ci sono cosi tanti fast and slow food che non sono nemmeno stato li a contarli. Ho mangiato in uno di questi, il primo giorno. Avevo fame e non volevo cercare qualcosa in città. Poi sono partito a cercare i graffiti, mica i ristoranti.

Sono andato in una zona non turistica senza saperlo. Ho girato po’. La prima foto che ho fatto è stata ad un negozio di birra e liquori. Impressionante. Comunque andando avanti ho trovato qualcosina che mi piaceva ma poco. Ho passeggiato con la fotocamera al collo.. ho visto una turista nelle mie stesse condizioni e ho accennato un saluto di simpatia. Di intesa. Come per dire “capisco cosa stai facendo, fatti forza, fammi un segno che cosi posso farmi forza anche io”. Lei invece mi ha fatto una domanda che poi non credo abbia ripetuto in inglese. Saranno state le tre e mezza di pomeriggio. Ci siamo presentati poi alle dieci è mezza quando ci siamo salutati per andare ciascuno nella sua stanza. Abbiamo passato il pomeriggio a cercare i graffiti. Li abbiamo trovati, fotografati, speculato sul significato. Poi siamo andati a mangiare fast food berlinese e a bere una bibita molto buona. E dico berlinese perché è diverso a Berlino; perché la città è stata non solo divisa, ma separata dal resto della Germania Federale. Si sono evoluti separatamente. Abbiamo preso poi un autobus di linea a due piani che faceva quasi lo stesso giro di quello del tour. Lei sapeva che la prima fermata non era dove aspettavano tutti ma dietro l’angolo. L’aveva saputo da un barbone in una delle altre volte che era venuta a Berlino. Cosi abbiamo preso i posti frontali e, senza pagare niente in più rispetto all’abbonamento, abbiamo fatto il giro turistico andata e ritorno.

In tutto questo abbiamo preso un treno, camminato, preso un’altro treno, camminato, preso un autobus andata e ritorno, poi io un’altro treno e poi la metro nella direzione sbagliata. Abbiamo sempre chiesto dove fossero le cose che cercavamo ma nessuno sapeva risponderci. Addirittura sul autobus lei ha conosciuto una che abita a pochi chilometri da casa sua in Frankfurt e che conosce i figli dei genitori di.. non ricordo. Ma non un berlinese che sia di quel distretto.

Alla fine sono arrivato nella mia periferia per stranieri, sfinito ma contento di quello che mi sono portato a casa. Ero molto stanco ma, con i ristoranti chiusi,, sui marciapiedi sono rimasti i cartelli pubblicitari di vari negozi tra cui uno che mi diceva che per 7 euro mi danno 3 giga di internet e un numero telefonico per 30 giorni. Il giorno dopo l’ho comprato e ora ho un numero turco.

E’ questa Berlino. Anche a dire della mia amica che poi non ha più risposto ai messaggi, Berlino è una città che cambia. Anche a dire della padrona di casa, che è belga ed è fidanzata con un portoghese, a Berlino troverai sempre qualcosa di diverso. Buttano giù palazzi e ne costruiscono altri o anche semplicemente cambiano il loro aspetto. Dice che lo fanno per bilanciare l’interesse delle persone tra le varie zone della città. Per mantenere i prezzi degli immobili allineati e quindi fare si che anche le comunità straniere si dividano e si mescolino con i berlinese, che io ancora non ho trovato.

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