Il re che lavorava tanto

Nessuni mi aveva mai parlato di lavoro prima di oggi. Non ho ancora capito che cos’era, ma c’era un uomo oggi nel mio paradiso. Lo aveva portato Dio per battezzarlo. Quando l’aveva immerso nell’acqua, tutto il fiume diventò giallo. Di un giallo luccicante era diventata anche l’erba che aveva calpestato prima di battezzarsi. Avevo già visto erba gialla, ma non tanto gialla, e comunque morbida. Questa invece era diventata dura.

Ad ogni modo, appena Dio andò via, mentre Mida si asciugava al sole sulla sponda del fiume, mi raccontò la sua storia. Mi disse che era contento di essersi liberato dal desiderio di fare soldi. Mi disse che aveva fatto un sogno in cui lui aveva ricevuto il dono di trasformare tutto quello che toccava in oro. La cosa gli piacque all’inizio, ma poi quando provò a mangiare, il cibo si trasformava in oro e non poveva più masticarlo. Quando provava a bere, l’acqua si trasformava in oro. Qando baciò sua moglie, ella divenne una statua d’oro.

Gli chiesi che cosa fosse l’oro e mi fissò con aria sconcertata, ma poi mi mostro l’erba gialla. Continuavo a non capire perché lo desiderasse tanto ma non dissi nulla. Lo lasciai continuare e mi raccontò che quel sogno gli aveva descritto esattamente la sua vita.

Mi spiegò che lui lavorava tanto. Che le uniche cose che toccava erano gli strumenti con cui lavorava. Mi disse che aveva dedicato tutto il suo tempo e la sua attenzione a lavorare e fare soldi. Tutto quello che toccava, tutto quello di cui si interessava era attinente al lavoro. Disse che per avere più tempo per lavorare, spesso saltava i pasti o mangiava qualcosa al volo. Trascurava sua moglie perché era stanco. Non toccava più nemmeno lei, e così se ne andò. Trascurava i figli. che sono cresciuti senza di lui.

Sembrava dispiaciuto ma contento. Diceva di avere tempo per mettere le cose apposto. Diceva che per via di quel sogno e di questa liberazione dal male della sua ossessione, avrebbe potuto mettere le cose apposto. Che non era morto e per quello non era troppo tardi.

Balzò in piedi e andò via. Le porte del paradiso si aprirono e lui ci attraversò per andare fuori senza guardare indietro.

Io non ho capito nulla di tutto quel racconto. Mi ha lasciato con mille domande. Cos’è il tempo, il lavoro, i soldi e l’oro? Non ebbi tempo di fare domande. Quel mondo oltre le porte del mio paradiso è strano. Eva sta cercando di convincermi di andarci.

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