Delocalizzazione comune

Il paradiso non è certo un luogo comune e spero che anche il mio ne sia privo il più possibile. Io cerco di tenerlo pulito, ma i luoghi comuni hanno questa capacità di mimetizzarsi. Sono camaleontici. Non si sa da dove arrivano, dove si fermano.. Sono leggeri. Fluttuano nell’aria come la polvere. Camminiamo  per il mondo e i luoghi comuni ci si attaccano alle scarpe. Ce li portiamo in casa come la polvere e come la polvere si depositano su tutto, creando un velo che cambia i colori del mondo. Tolgono brillantezza e freschezza. Si mettono in mezzo tra noi e le cose che osserviamo e che tocchiamo, togliendoci il contatto diretto con esse.
Sono comodi, i luoghi comuni, per esempio quando non ci si vuole relazionare. Comodissime le frasi di circostanza e soliti apprezzamenti consolidati. “Ma che bel taglio!”, “Sei dimagrita?”, “Che partitone”, “comunque l’arbitraggio è stato scarsissimo”, “Che brutto il lunedì!”, “Meno male che è venerdì”. Non aggiungono niente a nessun discorso. Sono più neutri della Svizzera. Sono le nonopinioni, per fare un parallelismo con i nonluoghi di quel francese.

Ma ritorniamo alla polvere. D’altronde siamo in paradiso. Gli ospiti non gradiscono la polvere. Depositata su quello che ci circonda è un ottimo repellente per gli indesiderati, però anche per i desiderati.

Ma è difficile togliere quel velo di polvere? No. Ma la polvere ritorna e bisogna toglierla di nuovo. Sono cosi i luoghi comuni. Anche una volta eliminati ne arrivano altri e altri ancora ed i modi per evitarli diventano essi stessi luoghi comuni. Quando si apre la mente,come quando si apre la finestra, non si può sapere tutto quello che entrerà, ma aprirla è indispensabile per far entrare aria fresca.

Dal mio paradiso personale

Cordiali Ciao!

AP

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