Certo che.. veramente

Nel mio paradiso non esiste giudizio universale. Non esistono verità assolute. Dubito anche che esista la verità. Nel mio paradiso esistono percezioni che si trasformano in un interpretazione istantanea di un contesto. Queste percezioni vengono formulate ed espresse e talvolta sono condivise, e anche se tutti condividessero una stessa interpretazione, essa non è che un istantanea. Non è che un cielo azzurro sul quale, prima o poi comparirà una nuvola. Ma nel mio paradiso le nuvole sono benvenute.
Fuori dal mio paradiso non è cosi. Fuori dal mio paradiso si è legati alla parola verità come se fosse aria, la cui composizione non può cambiare. Fuori dal mio paradiso le nuvole sono brutte e anche se l’acqua è tanto vitale quanto l’aria, la pioggia è brutta. Fuori dal mio paradiso si respira la stessa aria per lunghi periodi, ci si rinchiude nei limiti dell’interpretazione più condivisa pensando di stare al sicuro al suo interno come in un bunker in tempi di guerra. Ci si convince di provare angoscia per via del nemico nascosto nella nuvola, soffrendo inconsapevolmente di claustrofobia.
Quell’interpretazione diventa una prigione nella quale la mancanza di libertà si fa sentire. Si sente bisogno di cambiare aria. Si sente bisogno della rinfrescata che porterebbe la pioggia, ma si deve essere davvero disperati per accettare un cambiamento. Fuori dal mio paradiso si hanno certezze.

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